I dispersi tornarono a casa

E i dispersi tornarono a casa dai posti dove giacevano gettati alla rinfusa nell’ansiosa contesa della vita. Ora sono tutti assieme, nella comunione che riunisce il passato, il presente e il futuro in un unico momento che è ricordo degli assenti, presenza dei reduci e presagio di futuro.

Coricato nel mio letto, mentre scrivo queste poche righe da niente, vedo le mie divinità terrene seguire ancora la cometa per arrivare alla grotta: – eccovi! – vi riconosco una per una, anime belle. Venite a dirmi di non temere il futuro, di amare il nemico, di consolare l’amico, di perdonare e chiedere perdono, di credere nelle rivoluzioni interiori e di essere caritatevole e paziente.

Vi ascolto e, rimettendo in ordine tutto, mi state lasciando ciò che serve per l’anno che verrà: una mappa di territori da esplorare, di stagioni e di scelte tra cui destreggiarmi, cercando di non farmi troppo male.

Deve essere questo il senso del vivere in quest’epoca: buttarsiper vedere di nascosto l’effetto che fa.

Intrusioni